Corruzione e concussione


CAMBIARE REGISTRO SUBITO PER I REATI DI CORRUZIONE E CONCUSSIONE.


In questi giorni le prime pagine dei giornali sono occupate da grandi titoli dedicati ad episodi di corruzione, ruberie,  mazzette che hanno di nuovo interessato il mondo politico-istituzionale del nostro paese, in particolare quello degli amministratori pubblici, della magistratura fino alla guardia di finanza.

La risposta non deve essere solo giudiziaria, come è giusto che sia perché chi ha rubato il denaro dei cittadini deve pagare e restituire. La risposta deve essere anche politica e insieme culturale, preventiva.
Nella mia breve esperienza politica,  forse anche per formazione o per un autentico sentimento di giustizia, ho sempre insistito sul problema della corruzione. La prima cosa che ho organizzato, eletta per la prima volta consigliere comunale, è stato un convegno proprio sul costo della corruzione: era il 2010 e la cifra era già più di 60 miliardi l’anno. Oggi siamo oltre i 70. Tutti indirettamente paghiamo collettivamente quell’importo e sarebbe quindi nostro interesse combattere strenuamente questo cancro e vincerlo.


La corruzione ed il Pil nel 2011 in Europa ed in Italia 

Allora però andava molto di moda l’opposto argomento del “giustizialismo” e non tutti capivano fino in fondo l’importanza anche solo di discutere pubblicamente di corruzione. Del resto erano passati quasi 20 anni da Mani Pulite ed eravamo stati tutti indotti, da certa stampa, a far perfino troppa critica di indagini che misero a nudo un sistema di malaffare senza precedenti che si sperava non fosse riproponibile .

In tanti avevano dimenticato le parole di Enrico Berlinguer che, in questi giorni di anniversario, circolano sui siti e nel web; parole  su corruzione e questione morale che partono dai partiti: ” I partiti oggi sono solo macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società,  idee, ideali programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero”.

Oggi mi è facile richiamare e apprezzare Berlinguer senza destar sospetti : non vengo dal PCI, ho cominciato a far politica attiva quando è nato il PD in nome di un progetto nuovo che Matteo Renzi potrà attuare solo attraverso un cambiamento radicale. E non sono la sola a pensarla così, tanti  hanno fatto questo stesso percorso e altrettanti sono i volti nuovi che fanno politica gratis per provare a cambiare quel sistema politico-sociale malsano e corrotto a cui Berlinguer dedicò queste parole cariche di amarezza e preoccupazione nel 1981. 


Coerentemente con le mie idee e libera da anime e correnti, forse come una “marziana” non avvezza a certi giochini – mentre passa la norma su una pericolosa responsabilità diretta dei magistrati (la responsabilità esiste già) – credo che la nuova legge elettorale dovrebbe prevedere l’incandidabilità dei condannati per i reati di corruzione,  concussione ecc. (reati contro la Pubblica Amministrazione), anche quando sia intervenuto il patteggiamento.  So bene che questa proposta deve essere condivisa e ottenere il voto di questo Parlamento, ma credo che sia necessario cambiare registro da subito. Insieme è doveroso continuare con misure preventive dei fatti corruttivi, abuso d’ufficio ecc. insistendo con la trasparenza e la massima pubblicità di bandi, concorsi, appalti, non limitata alle sole forme obbligatoriamente previste dalla legge . Quando ero consigliere comunale ho insistito molto sul punto trovando consenso, condivisione e accoglimento. Oltre ad una giusta repressione e punizione dei reati questa e’ la strada maestra da seguire ricordando sempre che la corruzione non esiste solo per il Mose o l’Expo, è diffusa anche in tanti altri casi e forme minori che pesano ugualmente sulla coscienza di un popolo.
Marta Giovannini. Direzione Nazionale PD 

Dopo 20 anni da “Mani pulite”, nulla è cambiato?


“Settimane fa al tg del mattino i quarantenni son tornati ragazzi: per un attimo è sembrata la cronaca di un giorno qualsiasi di “mani pulite”.

Il solito amarcord Rai? Purtroppo no.

Abbiamo quindi confidato nel caso isolato; ma la macchia si è subito allargata a tutto l’arco costruzionale di questo travagliato Paese.
Dopo il Mose (ma quanti Mose ci sono …?) guardiamo stanchi un vecchio film, ascoltiamo un refrain, siamo vittime dell'”eterno ritorno”.
Viene un senso di nausea perché la verità è cruda, nuda, fredda, dura come un pugno che si riceve mentre si combatte ma ad armi impari: oltre il baluardo di una sacrosanta presunzione di innocenza c’è una politica che non è mai cambiata, che continua a diffidare della legge, spesso archiviata sotto l’etichetta, impropria e comoda di “burocrazia” certamente aiutata, in questo, dall’eccesso di norme.

Finché non cambiamo questo modo di guardare, ragionare, agire con nuove forze e intelligenze di una diversa classe dirigente nulla cambierà, saranno ancora mulini a vento e cattivo esempio che, inevitabilmente, genera assuefazione o peggio coazione a ripetere.
Le coscienze soprattutto hanno gambe di uomo.

Marta Giovannini – Direzione Nazionale PD

29 Maggio 2014 – Direzione Nazionale


HA VINTO IL PD DI RENZI


Il PD di Matteo Renzi ha stravinto le elezioni di domenica 25 maggio.

Tutti ne siamo stati giustamente orgogliosi anche se giovedì 29 maggio, in Direzione Nazionale, Matteo Renzi ci ha dato una piccola lezione. Dopo l’applauso a chi ha portato il PD oltre il 40% alle Europee (da sempre meno sentite delle altre elezioni) l’invito del segretario è stato quello di mettersi subito al lavoro con la convinzione che le altre forze politiche ma anche la minoranza interna  non si opporranno più alle riforme istituzionali necessarie al Paese. Troppo grande il successo del Governo che sarà però doverosamente rispettoso della dialettica politica come ha fatto sinora.

Non soltanto Renzi sa che il voto è stato prima di tutto un riconoscimento a lui e alla sua politica di rinnovamento, ma è anche consapevole che quel voto ha avuto un effetto a cascata di cui hanno beneficiato anche quelli che sino a ieri nello stesso PD lo criticavano o lo avversavano. Lo testimoniano i voti perché abbiamo dato il meglio proprio alle Europee finendo, addirittura, il partito più votato del PSE.

Molti amici appena eletti a Bruxelles lasceranno quindi ben motivati la vita parlamentare romana e il sole della capitale per impegnarsi a Bruxelles, dove si decidono i destini degli Stati Europei, soprattutto di quelli con maggiori problemi sociali ed economici come l’Italia, la Spagna e la Grecia.

Ed è proprio alle europee che il nostro PD ha preso sia il voto dei volontari della festa dell’unità che quelli del piccolo imprenditore del nord che, superata la rabbia, ha scelto la speranza di un futuro prossimo migliore.

Noi democratici abbiamo cercato entrambi quei voti e desideriamo non tradirli: questa è la vocazione maggioritaria che finalmente si realizza e va gelosamente conservata in modo intelligente perché con essa perdono i compromessi sottobanco di certa politica e vince il voto popolare. 
Ma l’ impegno e’ anche di declinare quel dato nazionale, quel successo di Matteo Renzi, ovunque nel nostro territorio, dove si deve cambiare verso come si vuol fare in Europa, iniziando con la politica economica.  

Così il PD di domani, con la sua nuova classe dirigente, potrà davvero essere il partito della Nazione con le percentuali che furono – per richiamare la battuta di Guerini e Bonaccini  la sera dello spoglio – quelle di Alcide De Gasperi senza però’ scordare Enrico Berlinguer e – aggiungerei io – la questione morale senza la quale non si va da nessuna parte.


Marta Giovannini 

HAI VINTO !!!


Grazie Matteo !!

Hai vinto, ha vinto il tuo PD !
ha vinto chi da sempre crede in te!
la tua gente e ora #avanticonleriforme! ”

AL CIRCOLO ALBESE DEL PD


AL CIRCOLO ALBESE DEL PD


Cari amici,
alcuni di Voi, in più occasioni, mi hanno chiesto della mia esperienza in Direzione Nazionale.
Già a gennaio ho dato, con entusiasmo, la mia piena disponibilità a relazionarvi sulle sedute e sulle importanti proposte di riforma del Segretario Matteo Renzi.
Mi pareva e mi pare infatti bello e importante condividere con Voi l’esperienza che sto facendo e
l’opportunità che mi e’ stata data di ascoltare direttamente, senza filtri giornalistici, il ns. Presidente del Consiglio.
Rinnovo quindi, se vorrete, la mia completa disponibilità ad una serata dedicata alla proposte e piu’ in generale al cammino della Direzione Nazionale PD e del Segretario.


Buona giornata a tutti e a presto.

Direzione nazionale PD del 6 febbraio

49310HKQ202SGCome sempre la seduta inizia puntuale, energica, incalzante con Renzi che calendarizza subito le prossime riunioni: una alla settimana per cambiare l’Italia. Poi ci aggiorna sulla legge elettorale che e’ approdata alla Camera dopo 8 anni. Il pd era presente con il 98% dei parlamentari. Il Segretario ricorda subito – dati i titoli di molti quotidiani – che il viaggio non finisce con l’approvazione dell’italicum: c’è anche l’abolizione del Senato elettivo,  la riduzione del numero dei parlamentari e lo snellimento delle Regioni. Un accenno alle polemiche suscitate dagli ultimi sondaggi a seguito del rientro dell’ udc nel centro destra: evidente a chi vuol vedere che non sarebbe una proposta “nuova ” ma  la riedizione vecchia di 20 anni: il solito triumvirato del 1994:  bossi – Berlusconi- casini. Un “ritorno al futuro” che non preoccupa chi – come Renzi – vuole attuare un vero  rinnovamento.
Poi il passaggio sul Governo. Prima che Enrico Letta prenda la parola Renzi chiede che il governo faccia, negando ogni ipotesi di rimpasto che ci riporterebbe alla prima repubblica.  L’unico modo con cui il PD può aiutare il Governo (non nostro ma delle larghe intese) è facendosi promotore e garante delle riforme che il Paese aspetta da 20 anni.
E del resto questa è anche la risposta che va data al Movimento 5 stelle che, alla fine, non potra’ che essere contento, se è in buona fede.
Sempre che non si finisca con credere che non tutti hanno buone intenzioni e che, proprio quando si inizia a lavorare per il cambiamento vero qualcuno, nel movimento, si sente spaesato e depotenziato e reagisce con episodi di intolleranza come i recenti fatti della Camera.